Millenials poco attenti alla sicurezza informatica

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Oggi sempre più informazioni personali vengono condivise senza il consenso degli utenti e nel dark web aumenta la vendita dei dati personali.

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Nell’era dei Social Network l’attenzione che la community riserva alla privacy sta cambiando. La presenza online è parte integrante della vita quotidiana di molte persone, purtroppo però la condivisione di informazioni può portare a conseguenze negative. Quando si sceglie di condividere sul web commenti, foto o altri contenuti è molto probabile che attiri l’attenzione di molte persone, ma non sempre nel modo desiderato. Inoltre, le informazioni condivise online si diffondono molto più rapidamente rispetto a quanto potrebbe avvenire nel mondo reale e, una volta pubblicato, è quasi impossibile rimuoverle. Per questo motivo diventa essenziale che la presenza online di ciascun utente venga accompagnata da misure appropriate per la protezione dei dati personali.

Esiste ancora troppa poca consapevolezza in materia di sicurezza informatica. Secondo uno studio di  Kaspersky , infatti, i Millenials italiani passano in media più di 7 ore al giorno online, eppure solo

il 38% è consapevole di dover rafforzare le proprie competenze di sicurezza. Addirittura il 43% dei Millenials italiani pensa di essere troppo noioso per suscitare l’interesse di un criminale informatico.

Questo atteggiamento potrebbe rivelarsi molto pericoloso se si tiene in considerazione il prezzo molto basso a cui vengono venduti i dati sensibili nel  dark web  e altra pratica che potrebbe conseguenze disastrose è il Doxing, ovvero la divulgazione di informazioni personali di una persona senza il suo consenso .

L’emissione di informazioni personali, che possono essere considerati imbarazzanti potrebbero avere delle forti ripercussioni anche sulla carriera di una persona. Infatti oggi molti datori di lavoro controllano i profili LinkedIn, Instagram, Facebook e Twitter per verificare che i dipendenti ei candidati siano rispettabili, la divulgazione di alcune informazioni sensibili potrebbe comportare un rischio per la reputazione sociale della persona presa di mira e quindi la difficoltà a trovare un lavoro e ad avere un reddito.

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